Non ti mancala volontà.Ti manca un appuntamento.
Nessuno smette perché è pigro. Si smette perché non c’è niente che ti aspetti: entri quando capita, non sai cosa fare, e la volta dopo rimandi.
Mi sono iscritta due volte. Sono andata tre settimane.
Entro in sala pesi, non so cosa fare e me ne vado prima.
Sto seduta otto ore. Mi piego e mi scrocchia tutto.
La sera la schiena non regge più.
Da sola non ci vado, punto.
Non serve più disciplina. Serve un’ora fissa e qualcuno accanto.
C’è un orario, e ti aspetta.
La lezione comincia a un’ora precisa, con un istruttore e un gruppo che è sempre lo stesso.
Non devi decidere niente quando entri: devi solo esserci.
È la differenza fra «ci vado quando riesco» e «martedì alle sette». La seconda funziona.

Si lavora sul corpo di chi sta seduto tutto il giorno.
Controllo, respiro e mobilità. Nessun carico pesante, nessuna gara con il vicino di tappetino.
È quello che consigliamo più spesso a chi arriva la sera rigido dalla scrivania, e a chi con la sala pesi non ha mai legato.
Il gruppo è piccolo, quindi ti si vede.
I corsi hanno un numero chiuso: l’istruttore ha il tempo di guardare come esegui e correggerti, non solo di contare i tempi.
Vale sul tappetino e vale sul Reformer: cambia la forma della lezione, non l’attenzione che ricevi.

Se ti sei riconosciuta, la lezione di prova non impegna a niente: vieni, provi, e alla valutazione ti diciamo se partire dal tappetino o dal Reformer.
Prenota una lezione di provaIl Pilatessta in sei parole
Il respiro guida il movimento e non lo subisce. È la prima cosa che si impara, ed è quella che cambia di più.
Nessun movimento lasciato all’inerzia: se non lo controlli, non lo stai allenando.
Un’ora in cui pensi a una cosa sola. È il motivo per cui esci con la testa più leggera di come sei entrata.
Meglio poco fatto bene. Un esercizio eseguito storto non è un esercizio più facile: è un altro esercizio.
Tutto parte dal centro del corpo. È l’area che ti tiene su per otto ore alla scrivania, ed è quella che cede per prima.
I movimenti si legano fra loro senza strappi. È quello che rende la lezione un’ora di lavoro e non una serie di prove.
Sono gli stessi sei sul tappetino e sulle macchine. Quello che cambia è come ci si arriva.
Matwork o Reformer: cambia lo strumento, non il lavoro.
Il matwork si fa a corpo libero sul tappetino: sei tu a costruire la stabilità, in un gruppo di lavoro, ed è già compreso nell’abbonamento.
Il Reformer lavora sulle macchine: le molle ti sostengono e ti guidano, quindi sei più assistita — dall’istruttore e dall’attrezzo. Si fa in pochissime persone e ha una formula sua, fuori dall’abbonamento.

Due strade,stessi sei principi
Non c’è quello serio e quello per principianti. Sono due modi di fare la stessa cosa, e servono a persone diverse — a volte alla stessa persona in momenti diversi.
Il corpo è l’attrezzo.
Si lavora a corpo libero, in gruppo, con la stabilità che ti costruisci tu. Ha un orario fisso ogni settimana ed è compreso nell’abbonamento, insieme agli altri corsi.
L’attrezzo ti accompagna.
Le molle sostengono e guidano il movimento: sei seguita dall’istruttore e assistita dalla macchina, in pochissime persone alla volta. Ha una formula propria, separata dall’abbonamento.
Su quale dei due partire non lo decidi tu leggendo una pagina.
Lo si vede alla valutazione iniziale: si guarda come ti muovi, e da lì ti diciamo da dove conviene cominciare.
E se ti stai chiedendo se fa per te: quasi tutte quelle che vengono partivano esattamente da dove sei tu adesso.
Se in sala pesinon ti sei mai trovata
Il Pilates non chiede niente di quello che ti ha bloccata finora. Non devi sapere cosa fare, non devi caricare un bilanciere, non devi guardare cosa fanno gli altri per copiarli.
Ti presenti, e per un’ora qualcuno decide per te. È molto più riposante di come suona.
Non serve toccarsi i piedi con le mani per cominciare. Anzi: se non ci arrivi, sei esattamente la persona per cui il corso esiste.
Abbigliamento comodo, e basta. Tappetini e macchine sono in sala.
Quella arriva dopo, quando l’ora fissa diventa un’abitudine. All’inizio basta segnarsi il giorno.
Prima diprovare il Pilates
Che differenza c’è fra matwork e Reformer?
Da quale delle due dovrei partire?
Non sono per niente elastica. È un problema?
Non ho mai fatto Pilates. Mi troverò indietro?
Quante volte a settimana dovrei venire?
Serve prenotare il posto?
Posso venire solo per il Pilates?
Fa dimagrire?
Diciamole noi,così non le chiedi tu.
E se poi smetto un’altra volta?
Le altre due volte eri da sola in sala pesi. Qui c’è un orario, un istruttore e un gruppo che si accorge se non ci sei.
E ogni sei settimane facciamo il punto insieme: se stai sparendo, te lo chiediamo prima noi.
E se mi sento fuori posto?
La classe è fatta quasi tutta di persone che lavorano sedute e hanno cominciato da zero.
Alla prima lezione ti presenta l’istruttore, e sei sul tuo posto: nessuno ti guarda.
E se poi mi tocca pagare un extra?
Il matwork sta dentro l’abbonamento, insieme agli altri corsi di gruppo: nessun supplemento.
Il Reformer ha una formula sua, e te la spieghiamo alla consulenza prima che tu decida qualsiasi cosa.
Due modiper cominciare
Puoi arrivare con le idee già chiare, oppure saltare la fila e parlare subito con noi.
Scopri prima da dove parti
Sei domande, meno di un minuto. Alla fine hai una panoramica del tuo punto di partenza: da cosa avrebbe senso cominciare, cosa sarebbe compreso nel tuo caso e chi ti seguirebbe in sala.
La risposta la leggi subito. E quando ci sentiamo, sappiamo già di cosa parlare: non ricominci da zero a spiegare.
Parti ora
Ti richiamiamo entro un giorno lavorativo, dal numero della sede. La consulenza iniziale non si paga e non impegna a iscriverti.